le Ultime, Lemoncino

Ieri al comitato dei residenti di  Limoncino è stato consegnato dal Sindaco un dossier completo della documentazione autorizzativa, e’ un bel pamphlet di più di 200 fogli di  ciò che è stato documentato dall’amministrazione comunale.
Di particolare interesse i rilievi e le richieste di Arpat nell’ambito della fase istruttoria dellla VIA, rilievi e approfondimenti che sono andati completamente disattesi al momento in cui l’impianto è stato esentato dalla procedura di VIA nel novembre 2008. (Il che ripete un film già visto nel caso delle centrali a biomasse). Interessante anche il piano delle discariche che il Comune ha in previsione di aprire, per un totale di altre 9 oltre quella di Limoncino. Non male per un sindaco che due anni fa sfoggiava la chiusura della discarica di Vallin dell’Aquila come una dimostrazione di amministrazione virtuosa sul piano ambientale. ;-)


Di fatto anche il titolare della gestione dell’impianto Bellabarba  - col quale ci siamo incontrati stamattina assieme al prof. Martelli dell’Università di Pisa -  è assolutamente consapevole del fatto che l’AIA gli concede ampi margini di accoglimento di rifiuti inquinanti nella discarica. E, cosa che non avevo ancora chiarito, le analisi sul tasso di smaltibilità dei 20.000 m3 annui previsti di percolato (cioè le analisi decisive per sapere  se smaltire il liquame nel sistema fognario cittadino o sottoporlo ad un pre trattamento) saranno fatto dal Bellabarba stesso, perchè l’Arpat non è in grado di fornire tale servizio. E’ appena da sottolineare che  - se i risultati della analisi in questione dessero responso negativo - i costi di trattamento del percolato sarebbe a totale carico del Bellabarba stesso. Anche in questo caso film già visto con le centrali a biomasse, per le quali le analisi sull’emissione dei fumi sono state richieste ai gestori degli impianti stessi, senza alcuna possibilità di verifica da parte dell’Arpat. 
Da notare che sotto e a lato della discarica scorrono un torrente (sotto il letto della discarica) e una sorgente d’acqua (al lato sinistro e destro) che sono stati completamente tappati  - e l’ostruzione della sorgente ha lasciato senza acqua le piccole fontanelle a cui si riforniva tutta la cittadinanza fino ad ora.  Le infiltrazioni  residue di sorgenti e torrente vengono inoltre recuperate in un pozzetto di raccolta all’interno del piazzale logistico della discarica, ed è facilmente intuibile che potrebbero essere tranquillamente un elemento di diluizione del percolato, se i pozzetti di raccolta venissero scambiati.
A completamento dell’informazione vi invio - con le prossime email -  le foto scattate ieri nel mio primo sopralluogo all’impianto: in alcune è visibile una frana (in alto sul monte) di un pezzo di una strada pre esistente che serviva a scollinare verso la strada provinciale che collega Limoncino-Valle Benedetta-Colognole a Livorno. Secondo gli abitanti sarebbe franato anche un pezzo di bosco sul crinale, ma è decisamente impossibile andare a verificare.
A latere, segnalo che al Gabbro stanno dando il via alla costruzione di una ennesima centrale a biomasse per legname, sfalci e cippato, e qualcuno parla di discarica anche in questo luogo….
Dalla città dei dannati è tutto.

 

Lemoncino: presidio 28 agosto 2010

Avviso alla cittadinanza

MANIFESTA IL TUO DISSENSO ALLA DISCARICA SUL MONTE LA POGGIA
FIRMA PER BLOCCARE LO SCEMPIO A DISCAPITO DELLA TUA SALUTE PERCHE’ LA SALUTE DI TUTTI VIENE PRIMA DEI SOLDI DI POCHI ALTRI. IN QUESTI GIORNI CI STANNO RIEMPIENDO LA TESTA CON RASSICURAZIONI CHE NON CONVINCONO NESSUNO. VIENI A VEDERE ANCHE TU CON I TUOI OCCHI PER AVERE ANCHE L’ ALTRA PARTE DELLA STORIA; LA STORIA DI UNA DISCARICA PRIVATA CHE INQUINA LE FALDE ACQUIFERE E IL CIBO CHE MANGIAMO.

 

COMITATO PER LA TUTELA DELLA CAVA DEL LRMONCINO

NO ALLA DISCARICA !!!

 

Lemoncino: presidio alla discarica.

Appelli accorati di movimenti e comitati:

Ancora una volta la mala gestione delle principali questioni che investono ormai da anni la nostra città - energia e rifiuti - dà luogo a scempi ambientali autorizzati ed attuati nel più completo silenzio e nella più totale opacità, evitando accuratamente la partecipazione dei cittadini - tanto sbandierata a parole dall’amministrazione comunale - e finanche la mera comunicazione preventiva alla collettività. La cosa non ci meraviglia, viste le modalità comunicative adottate per le due centrali a biomasse che inquineranno ulteriormente la già malsana aria di Livorno. Quello che indigna è la totale mancanza di tutela delle istituzioni nei confronti della salute collettiva e la puntualità con la quale si sceglie ogni volta di privilegiare l’interesse di un’imprenditoria sempre più selvaggia e arretrata a discapito dell’ambiente e della salubrità del territorio.
Della prossima apertura di una discarica a Limoncino, nell’area nota come ‘cave Canaccini’, si sospettava da tempo, ma non è stato possibile avere conferma da alcuna comunicazione pubblica proveniente dalle istituzioni,  alla stampa o quantomeno ai proprietari dei terreni circostanti, portatori di interessi diretti per le ricadute svalutative ed inquinanti dell’impianto; nè tantomeno era possibile visionare il sito, da più di un anno protetto da alte recinzioni metalliche che ne impedivano la visibilità, sulle quali non compariva alcuna segnalazione dei lavori in corso (per altro facilmente ipotizzabili dal via vai di camion) nè sulla loro finalizzazione.
Questi sono i risultati delle mancate scelte di metodi sostenibili nel trattamento dei riifuti (industriali e urbani), metodi per i quali da tempo ci battiamo e cerchiamo invano un dialogo con le istituzioni. Metodi che porterebbero ugualmente ricchezza e spazio per un’imprenditoria minimamente aggiornata sulle pratiche di riciclaggio dei rifiuti. Queste sono le stigmate di un modello campano di non-gestione dei rifiuti, e viene da chiedersi se non sia già in essere anche a Livorno.
Quello che è certo è che siamo in presenza di un neoliberismo d’accatto che è - se possibile - ancora più micidiale dell’originale.
Congiuntamente alle altre associazioni, comitati e movimenti di difesa ambientalee della salute valuteremo sul piano legale i processi autorizzativi, e fin da subito agiremo in tutela della salute collettiva e della corretta gestione dei rifiuti.
Per il comitato Rifiuti Zero: Amanda Floridi, Giacomo Bazzi
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Abbiamo letto con raccapriccio dell’ennesimo spregio ambientale in progetto questa volta nell’area verde del Limoncino.
Siamo sinceramente stanchi di leggere ogni volta questo tipo di notizie, che aggrediscono l’ambiente oltretutto in favore del lucro di pochi senza alcun rispetto per l’opinione dei cittadini e degli abitanti delle zone coinvolte.
Anche in questo caso infatti, come sottolinea l’articolo, il danno ambientale sara’ ingente (450 tonnellate di rifiuti industriali al giorno, 20 camion) e ogni decisione e’ ancora una volta passata sopra la testa della gente come niente fosse (perche’ “La normativa consente di procedere con atti dirigenziali”).
Questo nuovo folle progetto va ad inserirsi in un territorio, quello livornese, gia’ duramente provato da insediamenti industriali obsoleti e a rischio quali la raffineria Agip a Stagno, due centrali turbogas a metano, l’inceneritore e la centrale Enel di via Salvatore Orlando, e ora le novita’ delle due centrali a biomasse e del temibile rigassificatore, impianti questi non obsoleti ma non per questo meno inquinanti e pericolosi. Non e’ un caso che Livorno sia considerata “città ad alto d’incidente catastrofico” e la sua provincia si trovi al secondo posto in italia nella classifica di quelle piu’ inquinate, dietro solo a quella di Taranto.
Crediamo che andare a impiantare una discarica industriale in uno scenario del genere, oltretutto in un momento storico dove un po’ ovunque nel mondo si stanno cercando alternative a questo tipo di soluzioni, sia folle e criminale.
Ci appelliamo pertanto alla popolazione livornese perche impedisca questo ennesimo scempio che porta solo danni e nessuna ricchezza al territorio, e sappia invece ritrovarsi per proporre soluzioni che sappiano rispettare l’ambiente in cui viviamo e valorizzare invece che annicchilire il nostro rapporto con esso.
PROGETTO VERTENZA LIVORNO
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Una megadiscarica d’agosto?
Grazie agli organi di informazione cittadini siamo venuti a conoscenza della realizzazione di una nuova megadiscarica a Livorno. Un po’ ce lo aspettavamo, ad agosto, il giorno del lutto per la scomparsa di una persona molto stimata (che speriamo non si rivolti nella tomba), si scopre che la politica è impotente di fronte all’iniziativa dei privati.
Apprendiamo anche da rappresentanze sindacali che vi sono dubbi su cosa finirà in discarica in quelle 900.000 tonnellate di materiale che sarà depositato al Limoncino.
Ma più che altro ci sembra veramente incomprensibile che il Consiglio provinciale, che ha discusso per mesi della revisione del piano provinciale dei rifiuti, sia stato esonerato e tagliato fuori da ogni valutazione in merito. Come se non contasse nulla.
Come se il piano provinciale dei rifiuti fosse carta straccia.
Riteniamo poi incredibile che i funzionari della provincia abbiano potuto dare il via libera a un impianto non previsto nella programmazione provinciale. Speriamo non si tratti di un abuso, abbiamo comunque dato incarico ai nostri avvocati di valutare ogni possibile iniziativa legale al fine di tutelare l’ambiente e il diritto di iniziativa di chi non è stato informato. Per questo siamo disponibili a collaborare con tutti coloro che condividono lo sconforto per questa incredibile vicenda.
Rivolgiamo un appello al Presidente della Provincia affinché la politica possa recuperare quel ruolo di garanzia che sembra sia scomparso con la cancellazione “d’ufficio” del piano provinciale dei rifiuti.
La nocività di questo nuovo impianto che non fa che aumentare una situazione già gravissima di inquinamento ambientale e mette a rischio la strategia “Rifiuti Zero” approvato dal Consiglio Comunale di Livorno.
Gabriele Volpi
Cittadini Ecologisti – Livorno Libera

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LIVORNO VOCAZIONE DISCARICA ? NO ! LIVORNO VOCAZIONE ALLA VITA !
Gli amministratori di questa città ormai potrebbero definirsi come dirigenti di una maxidiscarica.  Non passa giorno dove la stampa non metta in risalto lo scempio ambientale nel quale è sprofondata Livorno.
Ultima di una lunga serie, la  notizia della prossima apertura di  un centro raccolta di rifiuti industriali nella zona di Limoncino che va ad erodere uno dei pochi polmoni verdi confinante con il centro abitato. Sappiamo bene come vanno a finire queste operazioni:  inquinamento incontrollato di sostanze tossiche, mercato incontrollato di rifiuti pericolosi, degrado della zona interessata.  Questo scempio si inserisce benissimo nel mosaico di orrori che questa città è costretta a subire ogni giorno in nome del profitto.Ci dicono che tutto ciò avviene anche in nome dell’ agognata occupazione. Niente di più falso.
Intanto i bisogni di benessere,salute e qualità della vita dei  cittadini di Livorno vengono sacrificati in nome dei rigassificatori, termovalorizzatori, maxi discariche, centrali a biomasse, canali scolmatori avvelenati, colate di cemento e speculazioni sul territorio.     Nei quartieri popolari aumentano le malattie croniche e i tumori mentre la precarietà aumenta in ogni settore.   Siamo convinti che Livorno non sia una discarica ma una città dove presto i cittadini riconquisteranno il diritto al loro futuro.  Siamo convinti che questi amministratori dovranno rendere conto politicamente dello scempio del quale si sono resi responsabili in nome del profitto.     Le poltrone nei palazzi del potere saranno presto erose dai loro stessi tarli.

Partito Comunista dei Lavoratori   (sezione provinciale Livorno)

 

Corriere di Livorno 18/8/2010

Vorrei comprare un COLORE
Premessa:  sono e sarò sempre disponibile nel difendere i lavoratori, lavoratori con la loro capacità, creatività e onestà, soprattutto morale, danno aiuto al progresso della stessa società.
Il 15 agosto, ho passato una giornata sconvolgente, a causa di un forte dolore muscolare che mi impediva di muovermi, sono giunto con l’ambulanza al pronto soccorso di Livorno.
Sono convinto che l’esperienza come lavoratore dipendente, a me! a dato molto, infatti nell’atteggiamento e trattamento riservato agli sfortunati, non lo trovo coerente con la loro professione.
Dalle ore 11 alle 15:30 sono stato parcheggiato con la barella e nessuno si curava delle mie necessità, mi sono trovato imbarazzato a mostrare le mie esigenze, avevo chiesto di far entrare un parente, visto che altri li avevano, ma non ce stato verso, anzi le risposte sono state cosi offensive alla morale, parlando di privacy senza che la mia sia stata rispettata, affermazione come, stiamo lavorando! Non possiamo perdere tempo.
Risposte come questo non sono sbagliate, ma se usate in un contesto diverso, il mio rimprovero non è mirato hai lavoratori, ma a coloro che insegnano ( la dirigenza aziendale). Ecco dove si continua a sbagliare, una clinica Ospedaliera come quella di Livorno non può essere considerata un’azienda che guarda il solo profitto, però cosi facendo diamo per scontato che se fosse una azienda privata sia meglio.
In realtà sono convinto che non è necessario essere bravi solo in guerra, qui centra la morale, il rispetto, ecco la vera medicina di questo mondo malato e corrotto dalla politica, sarei quasi propenso a votare per lo spostamento dell’ospedale, con la speranza di far perdere il posto a quell’infermiera, in realtà non stanno cosi le cose.
Se una vettura, rimane in officina, un giorno in più del previsto non crea danni a nessuno, certo le auto non hanno un anima, un paziente? Ecco l’ironia di voler comprare un colore, le mie priorità possono andare avanti a tutto? Chi a la professionalità di dare la priorità? (colore )
Chi ho come si insegna hai lavoratori il galateo Ospedaliero?
Ripeto un bene pubblico e l’unico che può dare garanzie, ma per questo l’ospedale deve avere linee guida impostate per il bene comune e non privato.

lettera firmata