Procedimento illegittimo, non coinvolto Comune Sesto Fiorentino

09 novembre 2016 admin.

 (ANSA) – FIRENZE, 09 NOV – Stop alla realizzazione dell”inceneritore a Sesto Fiorentino: il tar della Toscana ha annullato l”atto emanato dalla Città metropolitana di Firenze per dare il via libera alla costruzione del contestato impianto in località Case Passerini, alle porte del capoluogo toscano. Lo comunica l”avvocato Claudio Tamburini, uno dei legali del ricorso contro il termovalorizzatore, presentato da Wwf, Italia Nostra e Forum ambientalista (al quale si sono unite in corso d’opera altre sigle ed anche il Comune di Sesto Fiorentino). “I magistrati amministrativi hanno stabilito di annullare l”autorizzazione unica, provvedimento con il quale si poteva dare il via ai lavori, riscontrando illegittimità nella procedura  – spiega Tamburini – in sintesi, non e” stato coinvolto il Comune di Sesto, con il quale doveva essere stilato secondo le norme un accordo di pianificazione, ed invece questo ruolo e” stato completamente ignorato”.(ANSA).

Una mappa degli inceneritori dal giornale Sole 24 OREImage and video hosting by TinyPic

Aborti a pagamento, Sarti e Fattori (Sì): “E’poco onorevole lucrare su una tragedia femminile. Il vero diritto di scelta si assicura alla donna eliminando la pletora di obiettori e garantendo la continuità assistenziale” Interruzioni volontarie di gravidanza in regime di libera professione con tariffe che vanno dagli 800 ai 1.500 euro ad intervento: 29 casi in Toscana negli ultimi cinque anni, quasi tutti  all’AOU Careggi . Questi i dati forniti ai consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori, autori di un’interrogazione sulla vicenda. “A nostro giudizio – dichiarano Sarti e Fattori – è poco onorevole, per non dire immorale, lucrare su una tragedia femminile, perché, comunque si pensi,          l’aborto per una donna è una prova difficilissima da affrontare. Il discorso non cambia anche se la legge consente la pratica dell’intramoenia, perché le interruzioni di gravidanza risultano fatte dentro le strutture pubbliche”. “Nella risposta data oggi in Consiglio regionale alla nostra interrogazione rivolta all’Assessore Saccardi, si dice che la donna ricorre all’intramoenia per scegliere il professionista e che comunque è spesso coperta da un’assicurazione privata. Quindi l’intramoenia garantisce il diritto di scelta per chi può permetterselo economicamente: questa non è più sanità universale!”.

“Il vero diritto di scelta si assicura alla donna eliminando la pletora di obiettori (ricordiamo ben il 56,2 %) esistenti nel servizio pubblico, che, di fatto, impediscono una corretta e universale applicazione della legge. Il diritto di scelta degli utenti nel servizio pubblico non passa dalla contaminazione col privato dell’intramoenia ma da una tutela della continuità assistenziale” terminano i consiglieri di Sì Toscana a Sinistra.

 

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